Decrescita felice

Da Wiki del Terzo Settore.

Gruppo di lavoro su lemma “Decrescita Felice”

Partecipanti Iandiorio Stefano, Lobina Giulio, Risola Antonella, Fago Alberto Maria, Amodeo Michele, Venezia Marina, Valente Lucia, Guglielmi Fabrizio, Mandas Giuseppe, Propato Rosaria, Pampillonia Silvana.

Sommario Gruppo di lavoro su lemma “Decrescita Felice” 1 Partecipanti 1 Definizione 1 Descrizione 1 Riferimenti normativi: 3 Buone Pratiche 3 Materiale multimediali 3 Note 3


Definizione La decrescita felice è una costruzione di stili di vita conviviali legati all’economia fondamentale dei beni comuni (consumo meno consumo meglio).

Descrizione La decrescita non è soltanto una critica ragionata e ragionevole alle assurdità di un’economia fondata sulla crescita della produzione di merci, ma si caratterizza come un’alternativa radicale al suo sistema di valori. È una rivoluzione culturale che non accetta la riduzione della qualità alla quantità, ma fa prevalere le valutazioni qualitative sulle misurazioni quantitative. La decrescita è il rifiuto razionale di ciò che non serve. La decrescita si propone di ridurre il consumo delle merci che non soddisfano nessun bisogno (per esempio: gli sprechi di energia in edifici mal coibentati), ma non il consumo dei beni che si possono avere soltanto sotto forma di merci perché richiedono una tecnologia complessa, i quali però dovrebbero essere acquistati il più localmente possibile. Si propone di ridurre il consumo delle merci che si possono sostituire con beni autoprodotti ogni qual volta ciò comporti un miglioramento qualitativo e una riduzione dell’inquinamento, del consumo di risorse, dei rifiuti e dei costi. È una rivoluzione dolce finalizzata a sviluppare le innovazioni tecnologiche che diminuiscono il consumo di energia e risorse, l’inquinamento e le quantità di rifiuti per unità di prodotto; a instaurare rapporti umani che privilegino la collaborazione sulla competizione; a definire un sistema di valori in cui le relazioni affettive prevalgono sul possesso di cose; a promuovere una politica che valorizzi i beni comuni e la partecipazione delle persone alla gestione della cosa pubblica. Se per ogni unità di prodotto diminuisce il consumo di risorse e di energia, se si riducono i rifiuti e si riutilizzano i materiali contenuti negli oggetti dismessi, il prodotto interno lordo diminuisce e il ben-essere migliora. Se la collaborazione prevale sulla competizione, se gli individui sono inseriti in reti di solidarietà, diminuisce la necessità di acquistare servizi alla persona e diminuisce il prodotto interno lordo, ma il ben-essere delle persone migliora. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ricollochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.


Riferimenti normativi Art 3, Art 4, Art 41 Costituzione Comunicazione commissione europea 25/10/2011 N°681 Legge 19/08/2016 N° 166 Decreto legislativo 28 2001 energie rinnovabili Legge 11/11/2014 n° 164 misura del baratto amministrativo Statuti e regolamenti attuativi in materia

Buone Pratiche Centro Nuovo Modello Di Sviluppo (Gesualdi) Rete Lilliput (Zanotelli) Autoproduzione Gas gruppi di acquisto solidai Baratto Mobilità sostenibile Rifiuti zero Energie rinnovabile Condivisione di Beni durevoli Comitati di quartiere e associazioni di BES Benessere equo e solidale


Materiale multimedialihttp://www.decrescitafelice.ithttps://www.youtube.com/watch?v=0UGV1b3H9h4 (Latouche) • https://www.youtube.com/watch?v=21WvTRww5rg (Pallante) • https://siohandgast.firebaseapp.com/3/101-piccole-rivoluzioni-Storie-di-economia-solidale-e-buone-pratiche-dal-basso.pdf (Cacciari)

Note Un indicatore di una decrescita felice può essere il BES Benessere Equo Sostenibile